Chi è la Protezione Civile di Varazze?

CHI È LA PROTEZIONE CIVILE DI VARAZZE?
Noi siamo nati sotto il nome di A.I.B Varazze (antincendio boschivo) che poi con gli anni è cambiato con il nome Protezione Civile Varazze ma solo perchè i nostri compiti si sono moltiplicati quindi non più solo spegnere incendi ma anche per le calamità naturali come alluvioni, terremoti, e tutto quello che può succedere in ambito catastrofico e in questi anni ne abbiamo visti di tutti i generi e proprio sulla nostra pelle come le nostre alluvioni tra cui l’ultima di pochi anni fa che ha distrutto Varazze e gran parte delle sue frazioni.
Se prima la Protezione Civile nasceva per aiutare il proprio comune con l’avvento di tutte le catastrofi che sono venute negli anni il raggio d’azione è diventato per tutto il paese quindi appena succede qualche cosa le varie associazioni diventano un unico gruppo dove nascono le famose Colonne Mobili che partono dalla propria regione per andare ad aiutarne un’altra come si può ricordare il terremoto dell’aquila per esempio di mobilitazione.
Detto questo un volontario di protezione civile viene addestrato non più solo a spegnere un incendio ma anche a usare strumenti per la salvaguardia del territorio e ogni volontario mette a disposizione la sua conoscenza di vari mestieri che possono servire per i vari casi quindi da saper cucinare a saper fare l’elettricista o l’idraulico o qualunque altro mestiere ogni persona può far parte di queste associazioni dove tutti siamo uguali spinti solo dal poter aiutare il territorio come una persona o un animale in difficoltà.

Contattaci

E’ possibile comunicare con noi tramite la nostra pagina facebook www.facebook.com/aibvarazze

oppure scrivici una email, ti ricordiamo che questo non è un servizio urgente e non deve essere usato per segnalazioni o richieste di aiuto:

webmail@protezionecivilevarazze.it *

  • Per richieste di aiuto o in casi di emergenza chiamare il 112
  • Per informazioni e segnalazioni in caso di allerta si consiglia di contattare i Vigili Urbani di Varazze Tel. 019.97088

*I tuoi dati personali (indirizzo email, nome, ecc…) saranno trattati col massimo rispetto della privacy. Useremo i tuoi dati solo per cercare di soddisfare al meglio le tue richieste. I tuoi dati saranno comunicati a terzi solo se strettamente necessario ai fini della gestione delle richieste espresse.

Inaugurazione della nuova sede dell’Associazione Volontari di Protezione Civile “A. Fazio”

VENERDI’ 20 OTTOBRE 2017

PROGRAMMA
Ore 18,00 Ritrovo Autorità davanti alla sede in via Carducci. Saluto del Sindaco e taglio del nastro, visita
della sede.

Tutto lo staff della PcVarazze vuole invitare i cittadini Venerdi’ 20 alle ore 18 a partecipare all’inaugurazione della Nuova Sede di Protezione Civile / A.I.B di Varazze situata in Via Carducci, dove potrete visitarla , capire meglio cosa facciamo, come la usiamo x monitorare le allerte o le emergenze varie e puo’ essere un aiuto a capire anche se si vuole provare a diventare un volontario.

Grazie come sempre a tutti.

Campagna IO NON RISCHIO 2016

Campagna IO NON RISCHIO 2016

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Vivi in un Comune a rischio sismico? In spiaggia sai riconoscere l’arrivo di un maremoto? Cosa fai se una allerta ti avvisa del rischio alluvione? Si apre con queste domande il promo della campagna “Io non rischio-buone pratiche di protezione civile” che il 15 e 16 ottobre vedrà coinvolti 7.000 volontari in 700 piazze italiane per informare e sensibilizzare la cittadinanza sui rischi terremoto, maremoto e alluvione.

A poche settimane dall’appuntamento in piazza, da Nord a Sud, passando per il Centro e arrivando fino alle isole si diffonde l’invito dei volontari di protezione civile “Vieni a trovarci in piazza“, quest’anno con declinazione regionale. Lo spot, infatti, termina con un invito in dialetto rivolto da alcuni dei protagonisti della campagna: sono i volontari appartenenti alle sezioni locali di 27 organizzazioni nazionali di volontariato di protezione civile, nonché a gruppi comunali e associazioni locali – formati nei mesi scorsi per diffondere la cultura della prevenzione del rischio nei territori dove operano ordinariamente.

La sesta edizione della campagna si carica di un valore aggiunto, perché sarà realizzata a poco meno di due mesi dal terremoto che lo scorso 24 agosto ha colpito il Centro Italia. L’evento sismico ci ricorda, infatti, quanto sia importante sensibilizzare la cittadinanza sulle buone pratiche di protezione civile: non possiamo essere ignari dei rischi con cui conviviamo nel nostro Paese senza far nulla per ridurli.

“Vieni a trovarci in piazza”, dunque. Scopri quella più vicina sulla mappa del nostro sito.

La campagna Io non rischio è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile con Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Reluis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. L’inserimento del rischio maremoto e del rischio alluvione ha visto il coinvolgimento di Ispra-Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, AiPo-Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di Bacino del fiume Arno, CamiLab Università della Calabria,Fondazione Cima e Irpi-Istituto di ricerca per la Protezione idro-geologica.

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Terremoto

I forti terremoti del passato

Negli ultimi mille anni circa 3.000 terremoti hanno provocato danni più o meno gravi e alcuni di essi hanno avuto effetti distruttivi. I terremoti avvenuti in Italia dall’anno 1000 al 2006 sono raccolti nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani.

Sei preparato?

Cosa succede a un edificio?
Una scossa sismica provoca oscillazioni, più o meno forti, che scuotono in vario modo gli edifici. Le oscillazioni più dannose sono quelle orizzontali. Gli edifici più antichi e quelli non progettati per resistere al terremoto possono non sopportare tali oscillazioni, e dunque rappresentare un pericolo per le persone. È il crollo delle case che uccide, non il terremoto. Oggi, tutti i nuovi edifici devono essere costruiti rispettando le normative sismiche.

Cosa fare Prima:

Con il consiglio di un tecnico
A volte basta rinforzare i muri portanti o migliorare i collegamenti fra pareti e solai: per fare la scelta giusta, fatti consigliare da un tecnico esperto.

Da solo, fin da subito:
-allontana mobili pesanti da letti o divani
– fissa alle pareti scaffali, librerie e altri mobili alti; appendi quadri e specchi con ganci chiusi, che impediscano loro di staccarsi dalla parete
– metti gli oggetti pesanti sui ripiani bassi delle scaffalature; su quelli alti, puoi fissare gli oggetti con del nastro biadesivo
– in cucina, utilizza un fermo per l’apertura degli sportelli dei mobili dove sono contenuti piatti e bicchieri, in modo che non si aprano durante la scossa
– impara dove sono e come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e l’interruttore generale della luce
– tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, e assicurati che ognuno sappia dove sono
– informati se esiste e cosa prevede il Piano di emergenza comunale del tuo Comune: se non c’è, pretendi che sia predisposto, così da sapere come comportarti in caso di emergenza
– elimina tutte le situazioni che, in caso di terremoto, possono rappresentare un pericolo per te o i tuoi familiari
– impara quali sono i comportamenti corretti durante e dopo un terremoto e, in particolare, individua i punti sicuri dell’abitazione dove ripararti durante la scossa.

Durante e dopo un terremoto:

Durante un terremoto
Se sei in un luogo chiuso
Mettiti nel vano di una porta inserita in un muro portante (quello più spesso), vicino a una parete portante o sotto una trave, oppure riparati sotto un letto o un tavolo resistente.
Al centro della stanza potresti essere colpito dalla caduta di oggetti, pezzi di intonaco, controsoffitti, mobili ecc. Non precipitarti fuori, ma attendi la fine della scossa.

Se sei in un luogo aperto
Allontanati da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche: potresti essere colpito da vasi, tegole e altri materiali che cadono.
Fai attenzione alle altre possibili conseguenze del terremoto: crollo di ponti, frane, perdite di gas ecc.

Dopo un terremoto
Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te e, se necessario, presta i primi soccorsi.
Prima di uscire chiudi gas, acqua e luce e indossa le scarpe.
Uscendo, evita l’ascensore e fai attenzione alle scale, che potrebbero essere danneggiate.
Una volta fuori, mantieni un atteggiamento prudente.

Se sei in una zona a rischio maremoto, allontanati dalla spiaggia e raggiungi un posto elevato.
Limita, per quanto possibile, l’uso del telefono.
Limita l’uso dell’auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.
Raggiungi le aree di attesa previste dal Piano di emergenza comunale.

Puoi scaricare questi e altri opuscoli utili in pdf direttamente dalla sezione Download

SCHEDA_TERREMOTO_2018_WEB

Link utili:

Io Non Rischio

www.protezionecivile.gov.it

Campagna IO NON RISCHIO 2015

Il sistema più efficace per difendersi da un rischio è conoscerlo. Questo tipo di conoscenza, per essere realmente utile, di solito comporta un livello di approfondimento che difficilmente può essere comunicato con un semplice spot radiofonico o televisivo.

L’ideale, per un cittadino, sarebbe poter parlare con qualcuno capace di raccontargli tutto quello che occorre sapere sul terremoto, sul maremoto o su qualsiasi altro rischio, magari incontrandolo direttamente nella sua città, in piazza, un sabato o una domenica mattina. Ed è qui che si è accesa la lampadina: i volontari di protezione civile!

Le associazioni di volontariato di protezione civile sono presenti in tutta Italia. I volontari vivono e operano sul proprio territorio, lo conoscono e a loro volta sono conosciuti dalle istituzioni locali e dai cittadini. Chi meglio di loro per fare informazione sui rischi che su quel territorio insistono?

Da questi presupposti è nata l’idea originaria di Io non rischio. Formare i volontari di protezione civile sulla conoscenza e la comunicazione del rischio per poi farli andare in piazza, nella loro città, a incontrare i cittadini e informarli. Un’idea concepita e proposta da Anpas e subito sposata dal Dipartimento della Protezione Civile, dall’Ingv e da ReLuis, e poi progressivamente allargata ad altre associazioni di protezione civile. Perché se è vero che le idee camminano con le gambe delle persone, per un’idea come questa di gambe ce ne vogliono davvero tante.

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Comunicato stampa Io non rischio: campagna nazionale per le buone pratiche di protezione civile:

Un cittadino informato è indubbiamente un cittadino più esigente nei confronti delle istituzioni e la consapevolezza dei rischi, acquisita anche grazie a questa campagna, spingerà a chiedere che le amministrazioni locali realizzino piani di emergenza adeguati al territorio in cui vive”, sottolinea il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

www.protezionecivile.gov.it

Questa campagna è stata richiesta quasi per gioco un paio di anni fa visto la nostra storia da Alluvionati e l’anno scorso con una telefonata che subito sembrava quasi uno scherzo siamo stati sorteggiati per una verifica del territorio. Dopo di che dopo altri mesi di silenzio siamo stati ricontatati da stavolta i nostri Formatori che ci hanno fatto fare tutte le pratiche corsi e altro per far parte di IONONRISCHIO che ricordo è una manifestazione della Protezione Civile Nazionale e quindi possiamo dire che abbiamo fatto conoscere la città di Varazze anche a Roma. In queste due giornate avremo molte cose da spiegarvi e farvi vedere e grazie alla partecipazione del Sindaco e tecnici del comune potrete chiedere a loro direttamente quelle cose che vorreste sapere sulla vostra abitazione terreno o altro se si trova in zona esondabile cosa si può fare ecc…… Che dire cercate di fare un passo dal nostro stand opportunamente allestito a sentire cosa vi diciamo e chiedere cosa dovete fare. x più info date uno sguardo a WWW.IONONRISCHIO.IT

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Raccolta funghi

Con la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno riparte la raccolta dei funghi, il nostro entroterra ne è ricco e ogni anno richiama appassionati anche da lontano.

Non bisogna però dimenticare che i boschi nascondo diverse insidie non sempre prese nella adeguata considerazione come ad esempio la nebbia che sui nostri monti può arrivare all’improvviso anche spinta dai forti venti.

Per cercare di prevenire incidenti anche gravi è bene seguire alcuni consigli base:

1. Documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie abilità fisiche e psichiche;
2. Comunicare i propri spostamenti prima di intraprendere l’escursione;
3. Evitare di inoltrarsi da soli nel bosco, la presenza di un compagno è garanzia di un primo soccorso;
4. Consultare, prima della partenza, i bollettini meteorologici e osservare costantemente sul posto l’evoluzione delle condizioni atmosferiche. In caso di mal tempo non sostare in prossimità di alberi, pietre ed oggetti acuminati perché potrebbero attirare fulmini;
5. Scegliere l’abbigliamento e l’attrezzatura adatta all’impegno e alla lunghezza dell’escursione: si consigliano calzature da trekking, cellulare, lampada e coltello;
6. Se non si è certi della commestibilità del proprio raccolto, effettuare un controllo presso gli Ispettorati Micologici o l’Azienda Sanitaria Locale;
7. Il raccolto giornaliero non deve superare i tre chili per persona;
8. Non utilizzare rastrelli o uncini che possano danneggiare il micelio;
9. Pulire immediatamente il fungo dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrità;
10. I funghi raccolti devono essere trasportati in contenitori rigidi ed areati. L’utilizzo di sacchetti di plastica non permette infatti la diffusione delle spore fungine nel bosco. La mancanza di areazione causa il deterioramento del prodotto;
11. In caso di necessità contattare il 1515, numero di Emergenza Ambientale del Corpo Forestale dello Stato.

In caso di bisogno la tecnologia può rivelarsi molto utile, data l’ampia diffusione di smartphone dotati di GPS potrebbe rivelarsi particolarmente utile installare qualche applicazione che tenga traccia del percorso effettuato e che rilevi le proprie coordinate GPS da comunicare ai soccorritori se necessario. Ne esistono molte per ogni tipologia di Smartphone, è consigliabile installarla e provarla prima per essere sicuri che funzioni sul proprio dispositivo.

Un’attenzione particolare va dedicata anche alla bontà del prodotto raccolto, in caso di dubbi rivolgersi agli uffici ASL che effettuano l’esame di commestibilità GRATUITAMENTE a tutti i privati cittadini!

Di seguito potete trovare un elenco di siti internet che potrebbero esservi utili:

In caso di emergenza chiamare sempre il 112

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